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FESTIVALETTERATURA. NO FOOD NO SCIENCE INTERROMPE MARCHITELLI

Redazione 10-09-2026 15:14:23

MANTOVA – Questa mattina, in occasione del trentennale di Festivaletteratura, alcune attiviste del collettivo antispecista “No Food No Science” hanno interrotto l’evento "Prossima fermata Lambrate” con lo scrittore Gino Marchitelli per chiedere all’autore di prendere una posizione contro gli sponsor della kermesse legati al mondo zootecnico: Levoni, Grana Padano, Latterie Virgilio e Confagricoltura. Citati anche Eni e la campagna BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) che mira a boicottare chi intrattiene legami con Israele e da alcuni mesi pone nel mirino quindi anche l’azienda petrolifera a partecipazione statale.

Il collettivo in una nota alla stampa rende noto che: “Dal 2021 a oggi, Festivaletteratura è stato contestato ogni anno: per i primi tre anni da Fridays for Future Mantova, per le due successive edizioni da attiviste per la liberazione animale e, quest’anno, nuovamente dal collettivo antispecista, che rilancia anche il messaggio contro l’apartheid israeliana lanciato nei giorni scorsi da BDS Italia in collaborazione con Extinction Rebellion e Ultima Generazione. Nella giornata odierna una prima contestazione all’evento è avvenuta da parte di una donna che si è avvicinata al palco e che ha chiesto all'autore di esporre un manifesto contro gli sponsor di Festivaletteratura legati al settore zootecnico. Marchitelli ha lasciato parlare l’attivista e ha accettato di esporre il poster, pronunciando parole di condanna nei confronti di Eni e mostrando apertura anche rispetto alle critiche rivolte a Grana Padano e agli altri marchi dell’industria della carne e dei formaggi presenti tra i finanziatori del Festival. Il manifesto, tuttavia, non è stato di fatto esposto: le forze dell’ordine lo hanno sequestrato prima che lo scrittore potesse procedere come richiesto dall’attivista. Un secondo attivista ha quindi raggiunto il palco, rilanciando il messaggio della donna e chiedendo nuovamente all’autore di porre attenzione all’inquinamento causato dall’industria lattiero-casearia. L’attivista ha poi spostato l’attenzione sulle richieste rivolte dal collettivo a Festivaletteratura, che chiedono una revisione delle politiche di sponsorizzazione attraverso la stesura di un protocollo etico. Il pubblico è apparso inizialmente infastidito dall’interruzione, ma si è mostrato successivamente ricettivo, esprimendo approvazione e consenso quando è stata chiarita la richiesta rivolta al Festival. Entrambe le persone sono state accompagnate fuori dal tendone dalle forze dell’ordine. Una delle due è stata denunciata per aver violato un provvedimento che ne disponeva l’allontanamento dalla città, ricevuto in seguito ad altre proteste di stampo analogo. Anche in questa occasione, dunque, l’attivismo viene sorvegliato e punito a Mantova, nonostante le richieste di eliminare da 2 Festivaletteratura le sponsorizzazioni ritenute dannose per il clima e per gli animali abbiano incontrato, secondo il collettivo, un ampio consenso tra il pubblico della kermesse letteraria. Lo avevano dimostrato anche gli applausi al termine della contestazione avvenuta lo scorso anno, avvenuta all’interno della libreria del Festival. L’episodio, e in particolare il sequestro del manifesto che le attiviste avevano chiesto a un autore di esporre, viene letto dal collettivo come un’ulteriore conferma del crescente clima di militarizzazione della città. Dal 2024, anno in cui No Food No Science ha iniziato a organizzare azioni a Mantova, migliaia di agenti delle forze dell’ordine sono stati impiegati in occasione dei due principali eventi presi di mira dalle attiviste: Food&Science Festival e Festivaletteratura. Nel maggio scorso, in occasione del Food&Science Festival, il collettivo aveva annunciato una manifestazione, successivamente vietata dalla Questura di Mantova. Per impedire lo svolgimento della protesta, la Questura ha effettuato 340 fermi identificativi e due fermi preventivi, questi ultimi avvenuti in un bar e in un museo, come ricostruito da Lorenzo Guadagnucci su Altreconomia. A un’attivista era stata inoltre comminata una sanzione amministrativa sulla base del nuovo Decreto Sicurezza, episodio denunciato nel nuovo report di Amnesty International, “Dissenso sotto attacco. Cambiare la legge 54/2026”. La protesta di oggi si inserisce quindi in un quadro più ampio di contestazioni portate avanti da No Food No Science a Mantova. Negli ultimi anni il collettivo ha organizzato due azioni a Palazzo Te, contestando la presenza di Levoni tra i soci fondatori della Fondazione che gestisce il museo, e ha contestato il festival itinerante Interno Verde, tra i cui finanziatori figura la stessa azienda. Nel 2024 è stata la volta di TEDx Mantova, per la presenza tra gli sponsor di Levoni, Grana Padano, Latterie Virgilio e Coldiretti; nel 2025 il collettivo ha contestato il Mantova Summer Festival per la presenza di Latterie Virgilio tra i finanziatori. Nel complesso, No Food No Science denuncia quella che considera una strategia dell’industria zootecnica: finanziare eventi culturali, scientifici e sportivi per ottenere legittimazione sociale e ostacolare lo sviluppo di uno spirito critico nei confronti del settore in uno dei territori dove l’allevamento è maggiormente diffuso. Il collettivo indica la responsabilità del salumificio Levoni di Castellucchio, in provincia di Mantova, nell’uccisione di 15mila suini a settimana tramite il suo macello MecCarni di Marcaria. Il collettivo evidenzia anche le investigazioni dell’associazione Essere Animali che nel 2024 hanno portato 11 allevamenti che riforniscono il marchio a essere sottoposti a indagine da parte dei NAS per le condizioni degli animali e cattive condizioni igieniche. Per quanto concerne il Consorzio Grana Padano e Latterie Virgilio, che a sua volta riunisce produttori di Grana Padano, la protesta si focalizza sullo sfruttamento degli animali per l’alimentazione umana e sull’impatto ambientale degli allevamenti che popolano la Pianura Padana, in aperta polemica con la propaganda portata avanti dal Ministro Lollobrigida attraverso un video sui social nel quale annuncia l’ennesimo finanziamento pubblico al settore zootecnico. Infine, Confagricoltura, associazione di categoria del settore, promuovendo a Mantova il Food&Science Festival non fa che operare greenwashing, ammantando allevamenti e mattatoi di una patina di rispettabilità conferita loro da divulgatori scientifici che si prestano a contribuire al miglioramento d’immagine del settore. No Food No Science denuncia anche le azioni legali intentate da Levoni ed Eni contro attiviste: proprio a Festivaletteratura nel 2024 il salumificio ha querelato per diffamazione un’attivista del collettivo per un discorso fatto al microfono in Piazza Sordello. La donna andrà quindi a processo contro il colosso delle carni lavorate. Una vicenda che ricorda quella di Michele Giuli, cofondatore di Ultima Generazione, querelato da Eni per diffamazione per un post sui social. Animali, ambiente, Palestina e diritto di manifestare, quindi, i temi della protesta: “Riteniamo paradossale che in questa edizione di Festivaletteratura si ospiti un evento dal titolo Negare il dissenso con la giornalista Annalisa Camilli sugli ultimi Decreti Sicurezza. Negare il dissenso è esattamente quello che Festivaletteratura fa da anni, promettendo cambiamenti alle attiviste e rimangiandosi poi le parole, scegliendo di restare legato a sponsor sporchi di sangue ed ecocidi” dichiara Azzurra del collettivo No Food No Science. “Crediamo che trent’anni siano l’età giusta per mettersi in discussione e scegliere da che parte stare”, conclude. Contro gli allevamenti intensivi e i combustibili fossili, le attiviste tornano quindi a chiedere un cambiamento dal mondo della cultura e, in particolare, da Festivaletteratura. Questa volta verranno ascoltate?”.