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RECENSIONE. LEZCANO E LA POESIA TESTIMONIANZA SULLE MORTI SUL LAVORO
Non è un libro qualsiasi “Crimini della sicurezza” di Yuleisy Cruz Lezcano. È un “memoriale contemporaneo” che con la poesia, la prosa, la descrizione dei fatti dà nome e voce a donne e uomini morti sul lavoro, strappati dalle loro vite, dai loro affetti, dalle loro famiglie. Ad ogni vittima, una data, una poesia, nell’arco temporale compreso tra il 1998 e il 2026. Lezcano mostra da che parte stare, oltre la cronaca, i titoli e gli articoli di giornale. “Crimini della sicurezza – spiega l’autrice - non è un libro sulle morti dul lavoro. È un libro sui vivi, sulla memoria e sulle responsabilità. È un tentativo di trasformare la cronaca in presenza umana”. Un tentativo riuscito. Le parole scritte in questo testo diventano carne. Gridano giustizia. Nel testo edito dalla Società Editrice “Il Ponte Vecchio” c’è la prefazione di Maria Giorgini, segretaria generale della CGIL di Forlì Cesena e compaiono alcune vignette di Vauro.
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