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Il Teatro delle Ariette arriva a Corte Maddalena con Noi siamo un minestrone

Redazione 09-09-2026 16:26:02

CURTATONE – Dopo il grande successo di Teatro da mangiare?, il Teatro delle Ariette torna a Corte Maddalena, a Curtatone (Mantova), sabato 19 settembre (ore 20) e domenica 20 settembre (ore 12.30), con “Noi siamo un minestrone [Imagine]” di e con Paola Berselli e Stefano Pasquini. Lo spettacolo è inseritonell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, nell’ambito di CANTI. CO, rassegna di eventi diffusi tra sacro e profano, un progetto promosso dalla rete 4D Teatro, composta dalle compagnie mantovane Carrozzeria Orfeo, Teatro Magro, Teatro all’improvviso, Ars. Creazione e Spettacolo, con il contributo di MiC – Ministero della Cultura, nell’ambito di “Progetti Speciali” del FNSV (Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo), del Comune di Mantova, Gruppo Tea, con il patrocinio del Comune di Curtatone, rispettando i principi di Greenstage e Unione Europea.

 

In un tempo di guerre, il Teatro delle Ariette, la compagnia di attori-contadini del teatro da mangiare e dell’autobiografia, presenta una delle sue ultime creazioni, dallo spirito francescano, per raccontare l’amore, ritrovare il piacere del gioco, immaginare il presente.

In uno spazio quadrato, al centro su tavoli bassi, ci sono due pentole e tutto il necessario per fare il minestrone. Attorno, attori e spettatori, seduti sulle sedie. Più che uno spettacolo meglio pensarlo come un incontro, un pezzo di tempo, un’ora di tempo vissuta poeticamente cercando quello che c’è prima delle parole e quello che resta dopo che sono state pronunciate e dimenticate. Un pezzo di vita per tutte le cose da raccontare, sull’amore, sul teatro, sulla forza delle piante e l’energia degli animali, su come sarebbe facile, in fondo, essere felici.

«Abbiamo più di sessant’anni, ci conosciamo dal 1978, da trentacinque anni viviamo alle Ariette e la nostra compagnia ne ha compiuti ventotto - scrivono - Anni fatti di mesi, di giorni, di ore e minuti. Un tempo infinito, un’eternità, un attimo. È il cammino della vita, la ricerca dell’identità. È la risposta a quella prima domanda: chi siamo noi? Noi chi? Paola e Stefano, oppure io e te, attori e spettatori, noi gruppo, società, massa?
Siamo un minestrone. Come il minestrone siamo fatti di acqua. Siamo più di un miscuglio di forme, di specie, di generi. Noi siamo relazione. Noi amiamo, soffriamo, facciamo la guerra e la pace. Il nostro agire ha fatto e fa il mondo, non da solo naturalmente, ma insieme a tutto il resto. E il Teatro è una delle nostre azioni, come il lavoro nei campi, la trasformazione del cibo, l’osservazione della realtà. La relazione cambia le cose. Acqua e farina, nell’incontro, perdono le rispettive identità e ne trovano una nuova chiamata pane. Carote, patate, bietole e zucchine fanno lo stesso. Si incontrano in una pentola, dentro l’acqua che bolle, non saranno mai più quello che erano prima, ne conserveranno solo un ricordo. Ora, insieme, stanno diventando un minestrone. Così, entriamo e ci trasformiamo nello spazio magico del Teatro. L’io diventa noi, la mia storia la tua, la tua vita la mia. In questo tempo di guerre abbiamo fatto uno spettacolo per raccontare l’amore. Aspettando il minestrone, piatto così umile e quotidiano, da appartenere alla vita di tutti».

INFO E PRENOTAZIONI

Biglietto unico a 20,00 Euro comprensivo di cena o pranzo, con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti (max 40 commensali per replica) telefonando al numero 349 1984615.