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RECENSIONE. MARA SABIA ANALIZZA LE LETTERE DALLA CLINICA DI AMELIA ROSSELLI
Molto interessante il lavoro “di scavo archivistico” della docente, poetessa e attrice lucana Mara Sabia intitolato: “Lettere dalla clinica. Il tema della malattia mentale e dell’internamento nell’opera in prosa di Amelia Rosselli e nelle lettere inedite al fratello John” (Edizioni ATS).
Sabia ha analizzato le opere: Sanatorio 1954, Diario Ottuso e Storia di una malattia, testo non antologizzato nell’Opera poetica (2012). Non solo: sono state studiate anche le lettere in gran parte inedite che Melina, come usava firmare Rosselli, inviava al fratello John dalla clinica Bellevue tra il 1954 e il 1955. Nella prefazione del testo viene spiegato che dal patrimonio della corrispondenza rosselliana, conservato nel Centro Manoscritti dell’Università di Pavia, Sabia ha selezionato, parzialmente trascritto (conservando la lingua inglese) e commentato una serie di lettere che, a partire dalla morte dell’amico Rocco Scotellaro, attraversano gli anni del ricovero nella clinica svizzera fino alla dismissione.
“Descrivendo la vita quotidiana all’interno del sanatorio, Rosselli – è scritto nella prefazione del libro di Sabia - spazia dal racconto degli altalenanti stati d’animo personali alla descrizione delle piccole attività collettive previste per i pazienti, fino al desiderio reiterato di poter uscire da quel luogo. La consuetudine della lettura e della scrittura, conservata anche all’interno della clinica Bellevue, è messa da Sabia in relazione sia con le opere lì composte sia con le annotazioni personali sui libri, verificate puntualmente sui volumi stessi, oggi presenti nel “Fondo Amelia Rosselli” dell’Università della Tuscia”.
Per Sabia: “La traccia del malessere e dei ricoveri nelle cliniche è infatti rinvenibile in tutta l’opera di Amelia Rosselli”. Una tessera importante, quella di Sabia, per comprendere meglio il ricco mondo letterario della poetessa e scrittrice Amelia Rosselli.
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