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RECENSIONE. IL LIBRO DI PONTEVOLPE: INNO AI RACCONTI ORALI DI UN TEMPO
Edito dall’Associazione Euterpe è fresco di stampa il libro di Rocco Pontevolpe “Storia o leggenda. Narrazione di storie vissute o soltanto raccontate in una Montalbano Jonico del passato”. Un testo che “si ascolta” fa notare Domenico Fortunato nella prefazione. Pagina dopo pagina si effettua “un viaggio sottile che divide la realtà dal mito. Perché a volte per far affiorare la memoria, basta solo scegliere di credere”. I racconti che si ascoltavano dai nonni o da altri spesso facevano paura, ma la paura “era condivisa. E proprio questo diventava memoria”. Il libro del docente Rocco Pontevolpe è quindi un inno alla oralità che trasforma “una memoria fragile in una memoria permanente”. Per Rosanna Filomeno il libro dà la possibilità di “riflettere sull’oralità, sulla trasmissione del sapere affidato alla cultura orale, sulla performance che teneva desta l’attenzione degli astanti”.
L’autore spiega che il testo nasce da una “urgenza di un recupero necessario: riportate alla luce personaggi umili e illustri, quadri di vita quotidiana, episodi e aneddoti che ancora pulsano nel cuore dei nostri paesi. Un popolo che ha il dovere morale di preservare le storie del proprio territorio, frammenti di un’eredità tanto preziosa quanto fragile”. Tra i racconti tre parlano dei lupi mannari, del “mal di luna”, descrivono la licantropia. Racconti che hanno un fascino ma che spesso sono frutto di superstizione, di poca conoscenza dei fenomeni naturali e umani. Il libro è arricchito da fotografie artistiche realizzate dallo stesso autore. Il genere a cui appartiene l'opera è quello della "narrazione obiettiva".
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