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RECENSIONE. TUZIO ARTISTA DELLA PAROLA CON IL SUO SETACCIO
Un artigiano della parola. Così può essere definito Andrea Tuzio, autore del volumetto “U cirn’tur (il setaccio, ndr) e il suo segreto”. È con la parola, quella dialettale, che Tuzio ha creato una raccolta di poesie, racconti e canti che non è rimasta su carta ma che si è concretizzato in un recital, nel 2015, con il patrocinio del Comune di Montalbano Jonico (MT) e della Provincia di Matera. Entrambi gli enti erano presieduti da Piero Marrese, oggi consigliere regionale lucano.
La raccolta è nata da una annotazione, giorno per giorno, del proprio vissuto legato con gli anni dalle tradizioni, dagli usi e costumi del popolo di Montalbano Jonico, la città natale di Francesco Lomonaco.
Per facilitare la lettura e la comprensione dei testi in dialetto c’è una spiegazione dei brani e il quad code per l’ascolto. I temi affrontati da Tuzio sono diversi, dalla guerra alla morte, dal rapporto tra i coniugi al rapporto con il cibo, dalla dialettica corpo-anima alla nostalgia.
L’intento del libro è immortalato nel sottotitolo: “Affinché il passato sia un monito per le nostre coscienze, non soltanto un nostalgico ricordo".
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