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Imprese femminili, la Lombardia prima in Italia per numero: sono 181.848

Redazione 27-10-2026 19:40:48

Sono 181.848 le imprese femminili in Lombardia, il numero più elevato in valore assoluto tra le regioni italiane. Rappresentano il 19,4% delle imprese attive sul territorio regionale e hanno espresso un valore della produzione pari a 44 miliardi di euro. Numeri che evidenziano il peso dell’imprenditoria femminile nel sistema economico lombardo e il suo contributo allo sviluppo del territorio.

Questi dati, forniti da CNA Impresa Donna Lombardia, sono stati presentati nell’ambito dell’evento “Insieme per un futuro senza violenza”, durante il quale è stato approfondito il rapporto tra autonomia economica femminile, possibilità di fare impresa e contrasto alla violenza di genere. Un legame fondamentale, perché l’indipendenza finanziaria non rappresenta soltanto un traguardo professionale, ma anche una condizione che può consentire alle donne di scegliere il proprio futuro e di trovare le risorse necessarie per sottrarsi a situazioni di violenza e controllo.

“L’autonomia economica non è soltanto una conquista professionale, ma una condizione importante per la libertà e la possibilità di scegliere. Per questo è necessario rimuovere gli ostacoli che ancora limitano le opportunità delle donne, rafforzando l’accesso al credito, le competenze e le reti di supporto. Come CNA Impresa Donna Lombardia, lavoriamo attraverso la rappresentanza, la formazione e la costruzione di relazioni tra imprenditrici, perché nessuna donna debba sentirsi sola nel proprio percorso. Contrastare la violenza significa anche creare le condizioni perché ciascuna possa costruire il proprio futuro in autonomia”, ha dichiarato Malisa Moretti, presidente di CNA Impresa Donna Lombardia.

Il quadro regionale si inserisce in una situazione nazionale che evidenzia ancora importanti ostacoli all’autonomia finanziaria delle donne. Secondo i dati del rapporto di Directa SIM-Istituto Piepoli “Donne e investimenti finanziari”, in Italia una donna su quattro non dispone di un reddito personale e oltre il 30% non ha un conto corrente intestato individualmente. A queste criticità si aggiunge il divario nell’accesso al credito: il Gender Credit Gap è pari a 68 miliardi di euro e meno del 20% del credito complessivamente erogato alle famiglie è destinato alle donne, contro una quota superiore al 34% destinata agli uomini. Il restante 45% riguarda finanziamenti cointestati, che non garantiscono necessariamente una piena autonomia nella gestione delle risorse.

La dipendenza economica può infatti rendere più difficile prendere decisioni autonome, affrontare le spese quotidiane e lasciare una relazione violenta. Per questo promuovere l’imprenditoria femminile significa anche intervenire su una delle condizioni che possono limitare la libertà personale, favorendo l’accesso alle opportunità professionali, alle competenze finanziarie e a strumenti concreti di indipendenza.

 

Un altro dei dati che hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare la prevenzione e la capacità di intervenire tempestivamente nelle situazioni di rischio riguarda le violenze e i tentativi di violenza subiti dalle donne. Gli ammonimenti del Questore per violenza domestica a Milano sono aumentati del 24,1% nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, passando da 2.616 a 3.247 provvedimenti.  I dati della Questura mostrano che, nello stesso periodo, gli ammonimenti complessivi sono passati da 4.139 a 4.582, con un incremento del 10,7%. Sono invece diminuiti del 12,3% i provvedimenti relativi allo stalking, da 1.522 a 1.335: un dato riferito al numero degli ammonimenti adottati, che non può essere interpretato da solo come una diminuzione degli episodi di stalking. Allo stesso modo, anche l’aumento degli ammonimenti per violenza domestica riguarda i provvedimenti adottati: va letto come un indicatore dell’attività di prevenzione e della capacità di intercettare le situazioni di rischio, oltre che dell’andamento del fenomeno.

 

L’ammonimento del Questore è una misura amministrativa di prevenzione finalizzata a intervenire su determinati comportamenti prima che possano aggravarsi. Si distingue dalla sanzione penale perché, nei casi previsti dalla legge, può essere adottato anche in assenza di una condanna e, per alcune fattispecie, senza che la vittima abbia presentato querela. Può riguardare, tra gli altri casi disciplinati dalla normativa, atti persecutori, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti e situazioni di violenza domestica. L’obiettivo è proprio quello di interrompere le condotte a rischio e prevenire possibili escalation.

 

Su questi strumenti è intervenuta la vice questore aggiunto della Polizia di Stato Graziella Currò, vice dirigente della Divisione Anticrimine della Questura di Milano, che ha illustrato anche le altre iniziative di prevenzione attive sul territorio. Tra queste rientra il Protocollo Zeus, sottoscritto a Milano nel 2018, che promuove percorsi rivolti alle persone ammonite per aiutarle a riconoscere la gravità sociale dei propri comportamenti e favorire un cambiamento. L’app YouPol, inoltre, consente di segnalare alle sale operative della Polizia episodi di bullismo, spaccio e violenza domestica o di genere, anche in forma anonima.

 

L’evento ha dunque affrontato il fenomeno da diverse prospettive, coinvolgendo professioniste, esperti, rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni. I contributi hanno spaziato dagli aspetti psicologici e legali dello stalking alla sicurezza degli spazi urbani, dalle stanze dell’ascolto alla lettura clinica e sociale della violenza, fino alla riflessione sui modelli culturali, sul ruolo della scuola e della formazione e sulla costruzione di contesti più sicuri.

 

Accanto a Malisa Moretti sono intervenuti Irene De Cristofaro, legal advisor e project manager dell’associazione Donnexstrada; Lucia Taormina, presidente nazionale Soroptimist; Donatella Meucci, del Soroptimist Club Milano alla Scala; la vice questore aggiunta della Polizia di Stato Graziella Currò; Fulvia Siano, psicologa clinica e presidente dell’associazione Perseo; Laura Belloni Sonzogni, psicoterapeuta e didatta SITCC; Alessandro Magnanensi, psicoterapeuta; e Paolo Valerio Bellotti, di Afol Metropolitana.

Il confronto ha visto inoltre la partecipazione di rappresentanti istituzionali, tra cui Federico Romani, presidente del Consiglio regionale della Lombardia; Luce Meola, presidente della CPO; ed Elena Lucchini, assessora alla Famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità di Regione Lombardia.