la nuova mantova
Quotidiano online
Cronaca
Allarme UIL: nel 2027 in Lombardia le pensioni si ridurranno ancora
MILANO – Per i pensionati lombardi e per chi si prepara a lasciare il lavoro, la prospettiva è sempre più preoccupante: pensione più tardi e assegni futuri più bassi. È quanto emerge dalla previsione sulla riduzione dei coefficienti di trasformazione previdenziale dal 2027.
A parità di montante contributivo, con 300.000 euro accumulati e pensionamento a 67 anni e un mese, l'assegno scenderebbe da 1.298 a 1.276 euro lordi mensili: circa 284 euro lordi in meno all'anno. Rispetto al 2024, secondo i calcoli della UIL, la riduzione può arrivare al 3,65% a 67 anni e al 4,1% a 71 anni. Intanto, l'età per la pensione di vecchiaia è destinata a salire a 67 anni e tre mesi nel 2028, secondo il quadro descritto nell’articolo.
«I pensionati stanno diventando sempre più il bancomat di un Governo miope, che continua a chiedere sacrifici a chi ha lavorato una vita e non trova il coraggio di intervenire sugli extraprofitti di chi si è arricchito», dichiara Danilo Margaritella, segretario generale UIL Pensionati Lombardia. «È una questione di giustizia sociale: non si può continuare a far pagare il conto sempre agli stessi, mentre tante famiglie faticano a sostenere le spese quotidiane, dalla bolletta alle cure sanitarie».
In Lombardia la posta in gioco è enorme: secondo il Rendiconto sociale INPS Lombardia 2024, i pensionati INPS sono 2.570.598, di cui oltre 1,34 milioni donne. Una platea che sostiene le famiglie, contribuisce all'economia regionale e spesso aiuta figli e nipoti, mentre deve difendere il proprio potere d’acquisto.
«La sostenibilità del sistema previdenziale è importante, ma non può diventare una giustificazione per comprimere continuamente le prospettive di chi è già in pensione e di chi lo sarà domani. Chiediamo pensioni dignitose, tutela del potere d'acquisto, salari adeguati e una fiscalità più equa. Il Governo contrasti l'evasione e chieda un contributo adeguato a chi ha maggiori possibilità, compresi gli extraprofitti: i pensionati non sono una riserva di denaro da cui attingere ogni volta che mancano risorse», conclude Margaritella.
Alla denuncia della UIL Pensionati si aggiunge quella della UIL Lombardia che chiede, insieme a pensioni dignitose, tutela del potere d'acquisto, e una fiscalità più equa. «Premesso che è ora di finirla di usare i pensionati come fonte di finanziamento del governo, visto che si tratta di una categoria che paga le tasse due volte, è necessario osservare il fenomeno con un orizzonte più ampio – sottolinea Antonio Albrizio, segretario generale UIL Lombardia – perché il sistema va in crisi anche perché viene messa in discussione quella alleanza intergenerazionale che ha caratterizzato il nostro Paese. Inverno demografico, fuga dei giovani all’estero, utilizzo di contratti “pirata” costituiscono elementi che incidono pesantemente sulla sostenibilità del sistema. Servono politiche che abbiano visione e progettualità nel medio lungo periodo. Tutto questo in Lombardia sta impoverendo sempre più le persone e colpisce in modo ancora più duro i pensionati, che spesso devono far quadrare il bilancio con entrate fisse e non riescono a recuperare, mese dopo mese, il potere d'acquisto perduto. Quando aumentano le spese per la casa, l'energia, la spesa alimentare e la sanità, una pensione già insufficiente diventa un problema di dignità e di diritti. Non possiamo accettare che in una regione che produce tanta ricchezza una parte crescente di popolazione viva con l'ansia di arrivare alla fine del mese».
Guarda anche: