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Le spalle dei giganti – Ottobre Organistico 2026 al Campiani
Venerdì 23 ottobre, alle ore 18:30, l’Auditorium “G. Cavazzoni” del Conservatorio “L. Campiani” di Mantova ospiterà “Le spalle dei giganti”, un appuntamento dedicato all’organo solista che attraversa la tradizione organistica europea, affidato alla pianista, clavicembalista e organista M° Irene De Ruvo.
Il titolo, evocativo e ricco di significati, è un richiamo alla “Sala dei Giganti” di Palazzo Te, affrescata da Giulio Romano. Il riferimento, però, va oltre la dimensione artistica: ci ricorda che possiamo vedere più lontano proprio perché ci poggiamo sulle spalle di chi ci ha preceduto. Un’immagine particolarmente adatta al programma del concerto che riunisce compositori appartenenti a epoche e generazioni diverse, legati da un dialogo artistico nel quale ciascuno raccoglie, elabora e trasmette la propria eredità musicale.
Il programma si aprirà con la Sonata in Fa maggiore Wq 70/3 di Carl Philipp Emmanuel Bach (1714-1788). Composta per la principessa Anna Amelia di Prussia, è una delle sonate più celebri del secondo figlio di Bach, che segue la tipica struttura in tre movimenti (Allegro-Largo-Allegretto) del Classicismo. Seguirà, dal Primo Libro del “Clavicembalo ben temperato”, il Preludio e fuga in Re minore BWV 539 di Johann Sebastian Bach (1685-1750). Noto anche come “Fuga del violino”, accosta un preludio breve e raccolto a una fuga, che deriva dal secondo movimento della Sonata n. 1 in Sol minore per violino solo BWV 1001, di cui il materiale musicale viene trasferito in Re minore e adattato alla tastiera dell’organo con modifiche nella distribuzione delle voci e nell'elaborazione contrappuntistica.
Al centro del concerto il Praeludium in Do maggiore BuxWV 137, una delle opere per organo più celebri e brillanti di Dieterich Buxtehude (1637-1707), massimo esponente della scuola organistica nord-tedesca.
La composizione è un esempio dello stylus phantasticus, stile tipico del barocco tedesco improntato sull’improvvisazione, libertà formale e virtuosismo strumentale. Il brano si articola in tre sezioni principali contrastanti (Preludio-Fuga-Ciaccona).
Il programma proseguirà con Mein junges Leben hat ein End, una serie di sei variazioni su una melodia di origine tedesca, composta da Jan Pieterzoon Sweelinck (1562-1661), organista e compositore olandese. Il tema, dal carattere malinconico e riflessivo, viene progressivamente rielaborato attraverso una scrittura sempre più ricca e articolata, offrendo un esempio significativo dell’inventiva e della raffinatezza della tradizione tastieristica tra Rinascimento e Barocco. A conclusione del concerto, la Fantasia in Sol maggiore BWV 572, conosciuta anche con il titolo francese “Pièce d’orgue” di J. S Bach. La composizione, divisa in tre sezioni (Très vitement – Gravement - Lentement), è caratterizzata dallo stretto dialogo con la tradizione organistica francese, in particolare con lo stile plein jeu, una combinazione di pieni dell’organo a canne composta da file di tubi a labbro che suonano contemporaneamente per creare un suono maestoso, pieno e solenne.
Quindi, come nell’opera di Giulio Romano, anche nella musica la grandezza nasce dal confronto con ciò che viene prima: dalla tradizione si trae la forza per innovare superare i propri limiti e aprire nuove prospettive.
Le loro spalle diventano il simbolo di un’eredità sulla quale, ancora oggi, continuare a costruire.
L’ingresso al concerto è gratuito e libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
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