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FESTIVALETTERATURA: LIBRI INSANGUINATI E MANIFESTI PROVOCATORI CONTRO GLI SPONSOR DI FESTIVALETTERATURA

Redazione 08-09-2025 14:24:43

MANTOVA – Ieri, 7 settembre, ultimo giorno di Festivaletteratura a Mantova, sono tornate le proteste di No Food No Science, collettivo contro lo sfruttamento animale: attiviste hanno occupato la libreria di Festivaletteratura in Piazza Sordello esponendo un grande libro in cartapesta con i loghi delle aziende Levoni, Grana Padano e Latterie Virgilio, sponsor del festival, e l’hanno poi sporcato di tempera rossa, a simboleggiare “la letteratura imbrattata dal sangue dei mattatoi”. Si sono sedute all’ingresso del tendone della libreria, invitando i passanti a considerare la contraddizione tra un evento come Festivaletteratura, universalmente considerato dalla parte della giustizia sociale e ambientale, e le crudeltà e l’inquinamento degli allevamenti che lo finanziano, con numeri di capi elevatissimi in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Il loro intervento si è concluso con un applauso di tutte le persone presenti, che subito sono state fatte uscire per chiudere la libreria e bloccarne l’accesso al pubblico. Le attiviste sono rimaste dentro fino a quando le forze dell’ordine le hanno portate via di peso.

 

La notte tra sabato e domenica attiviste dello stesso gruppo sono state colte mentre affiggevano sul tendone della libreria di Festivaletteratura e su diversi edifici del centro storico una serie di manifesti che ritraggono alcuni degli ospiti protagonisti dell’edizione di quest’anno di Festivaletteratura, associati a immagini di allevamenti intensivi. "Sospetteresti mai" recita la scritta sul primo manifesto, con il volto e il nome della scrittrice scozzese Ali Smith, "che i soldi per invitarla provengono dai mattatoi di Levoni?". Sotto si vede un gruppo di maiali stipati in un recinto di cemento. Gli altri presi di mira sono il poeta Ocean Vuong, la saggista Jamaica Kincaid e il romanziere mantovano Antonio Moresco. Non è chiara ancora la reazione degli scrittori e delle scrittrici ritratte nei manifesti di No Food No Science. Le attiviste chiariscono che questi sono tra i loro autori preferiti, ma che non possono rimanere in silenzio sull'origine “scabrosa” dei fondi che sono stati spesi perché simili intellettuali e scrittori potessero venire a Mantova, criticando l’industria della carne e dei latticini. Nelle stesse ore della notte di sabato, il gruppo ha disseminato la città di stampe di Ivano Ferrari, grande poeta mantovano che ha raccontato con le sue liriche l’esperienza straniante e spesso straziante di lavorare in un macello.

 

Il collettivo No Food No Science è nato “per contestare le sponsorizzazioni delle industrie zootecniche in tutti i principali eventi cittadini, a partire da Food & Science Festival nel maggio 2024 fino all’edizione di Festivaletteratura che si è conclusa ieri. Pochi giorni fa il gruppo aveva interrotto il concerto di Fiorella Mannoia all’Esedra di Palazzo Te per protestare contro lo sponsor Latterie Virgilio. Durante tutto il pomeriggio di domenica, prima della performance delle attiviste nella libreria di piazza Sordello, la polizia ha trattenuto per quasi due ore gli attivisti e le attiviste che uscivano dai due circoli Arci Virgilio e Papacqua, dove hanno svolto tre giorni di incontri dedicati alla letteratura come strumento per esprimere solidarietà e compassione nei confronti di tutte le specie: un controfestival letterario intitolato Pagine Animali. Più di sedici persone sono state schedate. Tuttavia, al termine dei controlli, due delle attiviste sono riuscite comunque a raggiungere il centro per inscenare la protesta con il libro e la vernice.

 

Secondo le attiviste, durante la precedente edizione di Festivaletteratura, Francesco Caprini, uno degli organizzatori, aveva promesso loro che sarebbero state invitate a parlare quest’anno, garantendo che avrebbero intrapreso una revisione della loro politica di sponsorizzazione. Queste promesse purtroppo non hanno avuto seguito. Pochi giorni fa le attiviste hanno dialogato con un altro organizzatore di Festivaletteratura, Alessandro Della Casa, responsabile della segreteria generale e della gestione dei volontari, che questa volta ha negato del tutto la disponibilità di Festivaletteratura a riconsiderare i suoi sponsor. Anche ieri poco dopo il finto insanguinamento in libreria una organizzatrice si è recata sul posto per interpellare le attiviste, ma a sua volta non ha mostrato un'apertura al dialogo: la presidente di Filofestival Laura Baccaglioni, durante un diverbio con le attiviste, ha manifestato la sua irritazione anche nei confronti di Eva Meijer, scrittrice ospite di Festivaletteratura, che ha scelto di schierarsi a fianco delle contestatrici inaugurando Pagine Animali, la contro-iniziativa culturale che le animaliste hanno tenuto negli stessi giorni in città, da venerdì a domenica. In una nota in sostegno delle attiviste, Meijer aveva giustificato la sua adesione a Pagine Animali dicendo che “per creare un mondo migliore, dobbiamo saperlo immaginare: attraverso l'arte e la scrittura, rapportandoci in modo diverso con gli altri animali, e protestando. Vedo questo festival come un dialogo che contribuisce a rendere tutti più liberi”.

 

Ai circoli arci Virgilio e Papacqua, per tre giorni le attiviste hanno discusso con scrittrici, filosofi, poeti e artiste sul ruolo degli animali in letteratura: “Autori come Thomas Hardy in Jude l'Oscuro”, raccontano le attiviste, “o Tolstoj nel narrare la storia del cavallo Cholstomer in prima persona, hanno dimostrato che la letteratura può aprirci gli occhi su quanto sia oppressivo il ridurre gli altri animali a oggetti di proprietà. Per non parlare di grandi narratori del contemporaneo come Jean-Baptiste Del Amo o Munir Hachemi, che hanno raccontato gli orrori degli allevamenti di oggi. La letteratura non deve essere al servizio degli interessi di chi costringe numerosissimi individui in cattività e accelera il collasso ambientale. Continuiamo a non capire la mancanza di volontà politica da parte degli organizzatori di Festivaletteratura nel continuare ad associarsi, anno dopo anno, ad un modello di produzione del cibo che nuoce agli animali e al pianeta, quindi a tutti noi”. Nella giornata di ieri, si sono svolti presso il circolo Virgilio tre conferenze all’interno della cornice di Pagine Animali: una con la pedagogista e autrice di libri per bambini Monia Monti (che ha raccontato la sua esperienza dopo aver soccorso un galletto lungo l’autostrada, che si era lanciato da un camion trasporti), una con le fumettiste Violinoviola e Martina Masaya, animaliste antispeciste e vegane, la prima abruzzese e la seconda mantovana, e infine con Carol Adams, studiosa femminista statunitense che si è occupata del vegetarismo nella vita e nelle opere di autrici come Mary Shelley e Margaret Atwood.