Titolo: La Nuova Mantova

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Pittura sublimata

(Cultura)

Quartiere coinvolto: Centro storico

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Venerdì 28 giugno alle 18,30 alla Casa del Mantegna verrà inaugurata la mostra di pittura "La realtà sublimata" di Luciano Cigognetti, curata da Eristeo Banali, che rimarrà aperta al pubblico  da martedì a domenica dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 15 alle 18. Determinazione, serietà e amore del bello sono gli elementi che caratterizzano la vita eclettica di Luciano Cigognetti. Alla professione d’insegnante nel laboratorio di chimica dell’ITIS di Mantova, egli ha affiancato molteplici interessi artistici fra cui il canto come tenore, l’oreficeria, il restauro e collezionismo d’antiquariato, la scrittura in prosa e poesia, e soprattutto la pittura. Ha iniziato a dedicarsi a quest’ultima fin da ragazzo, sotto la guida esperta del cugino Alfonso Monfardini, rinomato pittore e scultore mantovano; ha soggiornato poi per alcuni periodi a Milano e Roma, dove ha sviluppato la conoscenza e la pratica artistica. Dopo gli inizi figurativi, nel corso degli anni ha sperimentato differenti tecniche; il processo evolutivo è stato però gradatamente sempre più indirizzato verso rappresentazioni realistiche, che gli risultano più congeniali. Ha scritto di lui il critico e letterato Mario Artioli: «Le opere di Cigognetti sono caratterizzate da un impasto cromatico liscio che sfrutta curiose velature realizzate con un’esecuzione dall’accuratezza sorprendente, ricchezza di colori e una vena narrativa sviluppata in tratti precisi ed esasperati particolari. I suoi quadri rivelano l’intimo dell’artista: con animo sensibile egli fissa immagini, ricordi o fantasie impresse nella psiche e poi elaborate secondo il personale gusto espressivo in un intreccio di emozioni. Dolci nostalgie, tormento esistenziale, carenza affettiva e mitiche trascendenze vengono evocate e si mescolano e sovrappongono in una narrazione non sempre palese a uno sguardo superficiale. Le maschere, gli occhi vaganti, l’inserimento di specchi che appaiono sovente nelle sue opere, oltre ad altre immagini misteriose che talora inducono percezioni malinconiche, richiamano valenze esoteriche ed enigmatiche, rimembranze arcane, sognanti illusioni, suggestioni oniriche o che sorgono dal passato». Cigognetti si esprime in un «iperrealismo, manifestato in chiave surreale metafisica»: tale è la definizione data da Vittorio Sgarbi, che alcune volte gli ha fatto visita in compagnia di altri personaggi di spicco. Oltre a validi apprezzamenti da esponenti di svariati ambiti culturali, egli ha riscosso consensi in premi pittorici e mostre collettive o personali in diverse città italiane. Per la sua natura schiva e restia alle costrizioni, Cigognetti evidenzia una certa ritrosia nel manifestarsi e la difficoltà a emergere dal suo mondo, forse nel timore di non essere compreso appieno. Egli si può perciò considerare un artista autonomo e solitario, non avendo mai cercato di unirsi ad altri o di conformarsi agli stili imposti dalla moda all’immaginario collettivo, bensì estrinsecando liberamente una creatività emotiva estrosa e avulsa dalle regole tradizionali.

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