Titolo: La Nuova Mantova

La voce dei quartieri

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Una attrice diversa dalle altre

(Spettacolo)

Quartiere coinvolto: Centro storico

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Simone Signoret mercoledì sera è sbarcata sul grande schermo dell’Oberdan con “Adua e le compagne”, grazie al quale ha affascinato il pubblico della rassegna “Diva contro diva” organizzata dal Cinema del Carbone. A raccontare alcuni aneddoti della vita e le caratteristiche umane e professionali di questo mito del cinema francese è stata la giornalista e scrittrice Chicca Gagliardo. «Mi sono soffermata su questa attrice perché aveva qualcosa di diverso dalle altre» ha spiegato all’inizio la giornalista-scrittrice. Cosa ha fatto per conoscerla meglio? Ha letto il libro-intervista autobiografico “La nostalgia non è più quella di un tempo”. Proprio dalla lettura di questo libro vengono alla luce degli interessanti tratti che caratterizzano la figura di Simone Signoret che nel 1960 ottiene l’Oscar per il film “La strada dei quartieri alti”. È stato grazie all’intervista del giornalista Maurice Pons che la stessa Simone Signoret ha voluto svelare tutto di sé. «La sua vita è stata densa da tutti i punti di vista» ha spiegato Chicca Gagliardo, che, insieme ad Alessandro Della Casa, ha iniziato a leggere e commentare il libro autobiografico, partendo dalle prime pagine in cui vengono raccontate le umili origini dell’attrice, figlia di ebreo polacco, inventore della traduzione simultanea. «Il momento della sua nascita artistica avviene quando un giorno, per caso, entra in un teatro e incontra tre giovanotti che la invitano al Café de Flore, luogo di intellettuali. E lì che per lei si apre un mondo». La narrazione si è soffermata su tanti passaggi della sua vita, dal forte legame con il marito Yves Montand, fino all’incontro con Marilyn Monroe. «Simone Signoret - ha detto Chicca Gagliardo - amava tantissimo il suo lavoro, per quanto fosse dibattuta tra la vita personale (che preferiva) e la vista professionale. Marilyn Monroe, invece, era triste quando andava a recitare “perché era una diva ingabbiata”. L’avevano convinta che essendo diva non sapesse recitare».

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